autoespressività L’autoespressione è una qualità che appartiene a tutti gli organismi viventi ed è costituita da attività libere, naturali e spontanee del corpo, dalle attività più comuni come camminare, alle più complesse come ballare.

Il modo in cui una persona cammina, non la definisce solo come essere diverso da qualsiasi altro animale, ma la definisce anche come diversa da qualsiasi altro individuo, e ne definisce anche il sesso, l’età e la personalità. Questo perché non esistono due persone che camminano esattamente allo stesso modo. Una persona definisce sé stessa in ogni azione e in ogni movimento del corpo in relazione al mondo.

Ma l’autoespressione non passa solo dai movimenti del corpo. E’ la forma del corpo stesso che i definisce: possiamo riconoscerci, infatti, da una foto anche se l’immagine è ferma. Anche la voce ci definisce.

E’ chiaro che l’autoespressione non è un’attività cosciente. Possiamo esprimere noi stessi consapevolmente o essere consapevoli della nostra autoespressione ma, coscienti o meno, esprimiamo sempre noi stessi (Lowen, 1975).

Questo vuol dire che il sé non equivale al sé cosciente e neanche all’io e che per esprimerci, per comunicare, non serve che facciamo nulla, basta esserci.

Il paradosso è che la nostra autoespressione può essere addirittura inibita dalla consapevolezza di noi stessi perché per essere libera, l’autoespressione deve essere spontanea.

“La piena spontaneità è una garanzia di espressione onesta della natura e dello stile dell’organismo che funziona liberamente e della sua unicità. Le due parole, spontaneità ed espressività, implicano onestà, naturalezza, sincerità, assenza di scaltrezza, di imitazione, ecc., perché implicano anche la non strumentalità del comportamento, l’assenza di tentativo volontario, di sforzo e tensione forzata di interferenza con il fluire degli impulsi e la libera espressione radioattiva del profondo della persona.” (Maslow, 1963)

La spontaneità non può essere appresa. Ma una persona può essere messa nelle condizioni di diventare più spontanea aiutandola a rimuovere le barriere ed i blocchi emotivi che ne limitano l’autoespressione.

La spontaneità va distinta dall’impulsività poiché, se completamente separata dal controllo dell’io, la spontaneità rischia di diventare caos e disordine. Un equilibrio tra controllo e spontaneità permette l’espressione di un impulso in una forma efficace.

La chiave dell’autoespressione è il piacere poiché quando siamo autentici proviamo piacere, un piacere che non dipende dalle risposte esterne perché l’atto è piacevole in sé. Il piacere raggiungere il massimo livello quando controllo e spontaneità sono armonizzati.

 

Dott.ssa Federica Cusanno, Psicologa, Arteterapeuta, Vicepresidente Associazione RivelARTI

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