arteterapia RivelARTI

Ci troviamo spesso davanti alle domande “Cosa sono le Artiterapie?” “Ah, ma quindi sei uno Psicologo?”…

Cercheremo qui, in poche righe, di fare chiarezza!

Quando si sente il termine inglese “Art Therapy” si pensa subito agli album da colorare con splendidi Mandala o figure geometriche sovrapposte che creano forme ipnotiche.

Colorare libri è indubbiamente piacevole e dona uno stato di benessere, ma l’Arteterapia è tutt’altro!

Quando il termine “Art Therapy” viene tradotto in italiano, divenendo “Arteterapia”, tutto cambia.

Perché questo termine spaventa tanto? 

Il nodo è il termine Terapia. Ma niente paura! La parola TERAPIA, associata all’arte, è intesa come cura, cambiamento, trasformazione da una forma ad un’altra.

Interessarsi a questo tipo di attività è il primo passo verso il cambiamento: è sintomo di un desiderio di mettersi in ascolto e di scoprire qualcosa di sé. Il semplice fatto di ritagliare un’ora di tempo da dedicare ad attività creative, genera un sentire positivo e di riscatto verso il mondo del “dover fare”.

L’atto creativo è esso stesso curativo. Lo scarico delle tensioni che avviene nella stesura del colore; la possibilità di creare qualcosa che prima non c’era vedendolo nascere poco a poco dalle proprie mani, sia esso un disegno o una scultura; la possibilità di meravigliarsi nel vedere i colori che riempiono un foglio e che traducono in forma ciò che si ha dentro; la gioia di sperimentare, in uno spazio ludico, materiali utilizzati nell’infanzia o che non si sono mai usati…Queste, ed altre ancora, sono le possibilità che l’Arteterapia apre per cominciare un viaggio meraviglioso alla scoperta di sè!

La creazione di un’opera, all’interno dei laboratori di Arteterapia, non ha come obiettivo un risultato esteticamente apprezzabile, ma è frutto di un processo di ascolto, prova concreta e tangibile della propria interiorità. L’opera diventa infatti specchio di ciò che abbiamo dentro e l’osservazione di essa, supportata da un Arteterapeuta formato, diventa momento di vero dialogo con sè stessi!

E’ così che si giunge poco a poco, tratto dopo tratto, opera dopo opera, ad una maggiore consapevolezza e conoscenza di noi stessi. Emergono risorse assopite nel tempo, capacità e ricordi, tutti aspetti che vanno ad influire sull’autostima e sul modo di approcciarsi al mondo esterno.

Durante il processo creativo le difese sono sempre attive per proteggerci, l’opera è quindi intenzionale: ciò che emerge è ciò che siamo pronti a vedere ed affrontare.

I laboratori di Arteterapia sono aperti e tutti, a chi possiede nozioni tecniche di arte e a chi invece si sente negato nel disegno. Ricercare la forma più bella per allietare la vista e, diciamoci la verità, anche il nostro Ego, è una distrazione dal contatto con il nostro mondo interno, quindi ben venga lo scarabocchio…da esso spesso nascono storie meravigliose!

Veniamo ora alla seconda domanda: “Ah, ma quindi sei uno psicologo?”

No! Per essere Arteterapeuta non è necessario essere laureati in psicologia!

Nella formazione triennale di Arteterapia sono comprese nozioni di psicologia clinica e di neurofisiologia, ma il nucleo della formazione è l’ascolto empatico e la capacità di accompagnare l’utente in uno scambio comunicativo non verbale tra sè e l’opera prodotta.

L’osservazione dell’opera da parte dell’Arteterapeuta non è interpretativa, ma tecnica ed oggettiva, volta quindi a sostenere l’utente in una lettura più chiara delle sue forme interne ed una conseguente decisione di volerle eventualmente trasformare.

Il gioco, la metafora e lo stupore, sono i punti chiave del lavoro Arteterapico.

Barbara Orlando, Arteterapeuta, Direttrice Didattica Scuola Artedo Padova, Presidente Associazione RivelARTI

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