Continua l’esplorazione dei materiali che puoi trovare nei nostri laboratori e il loro valore trasformativo.

Argilla: L’argilla richiama alla concretezza e non permette “sfumature”, ma solo pieno di materia o vuoto. Così il modellatore in ogni momento prende, ed è chiamato a farlo, una posizione determinata. La forma è concreta e determinata e risponde così ai criteri della materiale, del reale, del limitato. (Palomba & Rutten, 2012). L’argilla concede l’esplorazione della terza dimensione, dimensione dello spazio che fa parte della nostra dimensione corporea e quindi dimensione più vicina a noi. A differenza delle opere bidimensionali, rappresentazioni senza spessore e quindi impalpabili, la scultura concede contatto col reale. L’argilla è un materiale fluido che permette la trasformazione poiché ogni forma raggiunta è modificabile. Dà poca sicurezza poiché non è chiaro il suo confine ma è concreta ed ha forma stabile, radicante. Anzieu (1995), partito dalle ipotesi di Bick (1968), sostiene che ogni attività psichica si fonda su una funzione biologica e che la pelle gioca un ruolo fondamentale nella strutturazione dell’Io in quanto mezzo primario di comunicazione con l’esterno. L’Io-pelle ha a che fare, infatti, con la costruzione dell’identità attraverso la comprensione del dentro e del fuori, dello spazio tridimensionale e della percezione della possibilità di agirlo (Grignoli, 2019). Questo ha molto a che fare con l’argilla che ha una sua pelle, che entra in contatto con la nostra pelle e che concede l’esplorazione della terza dimensione, dell’essere vitali, e del “essere con”. La modellazione dell’argilla dà modo di entrare in contatto con parti profonde del sé, si attiva, infatti, da una parte la capacità di percepire e riconoscere quella che Masud Kahn (1990) chiama “l’esperienza del divenire del Sè, del fluire dell’energia vitale” e, dall’altra, la capacità di trasformare questa energia in una forma.

Acquerelli: L’ acquerello si serve dell’acqua come medium. L’acqua è un elemento estremamente fluido, assimilato per le sue caratteristiche all’inconscio. Il colore che gli acquerelli concedono, sono colori diluiti, trasparenti, molto sensibili a variazioni esterne (vibrazioni, correnti d’aria, gravità). Questa sensibilità, lo rende difficilmente prevedibile e controllabile. E’ un materiale difficile per la sua estrema dinamicità ed instabilità.
Nell’utilizzo del tratto con l’acquerello, ci si rende subito conto di come i segni si muovano e possano sorprendere per separazioni e fusioni imprevedibili.
Per tutte queste caratteristiche, l’acquerello viene ritenuto un materiale molto delicato, da poter proporre solo in rari casi.

Materiale di riciclo: La creatività permette di creare qualcosa di nuovo a partire dagli elementi a disposizione. Nell’Atelier di Arteterapia si può creare a partire da qualsiasi materiale, anche da materiale considerato “materiale di scarto”. Questo concede di ridare vita, ridare un senso, a qualcosa che altrimenti non avrebbe più senso. Il materiale da riciclo può far nascere sculture, mobiles, ma può anche essere usato come supporto per dipingere o disegnare.

Terre e farine: Fonte di grande stimolo sensoriale, le farine e le terre possono essere usate per far riaffiorare ricordi a partire dalla modellazione e l’ascolto. Le farine e le terre si prestano anche alla creazione di opere su grandi superfici.

Giornali: I ritagli di giornali sono materiali preziosissimi nell’Atelier arteterapico. I ritagli di giornale permettono la creazione del collage. Il collage è una tecnica definita “povera”, in contrasto con le tecniche “nobili” quali pittura e disegno, in cui avviene un accostamento o sovrapposizione di materiale iconografico già definito. Questo rende più fruibile questa tecnica rispetto a pittura e disegno: tutti sanno tagliare o strappare e incollare, il collage è quindi non ansiogeno e non inibente. Con le sue immagini prefabbricate, il collage offre un mezzo espressivo non minaccioso con cui la persona può chiarire interessi e fornire informazioni in un’atmosfera di sostegno e accettazione (Moschini, 2008). Attraverso il collage si sperimenta una decostruzione per giungere poi ad una costruzione. Si accumulano i pezzi sparsi di una realtà che non ha più alcun senso ma che si carica di nuove potenzialità. Poi si contemplano un’altra volta le forme collezionate per poi elevarle a trovata. Il collage ordina gesti di libertà. (Grignoli, 2019). Il collage funziona grazie ad un meccanismo psicologico parallelo a quello dei sogni e della memoria: parte da elementi della realtà ma li trasforma, li rielabora e permette all’inconscio di esprimersi. Ciò, unito alla potenza del lavoro manuale, alla componente regressiva implicita nel ritagliare ed incollare, permette alla mene di entrare in una fase quasi meditativa dove le difese si possono abbassare e il contenuto che ha esigenza di uscire trova una via di espressione attraverso l’arte (Belgiojoso, 2018). Il collage è particolarmente funzionale per gli utenti psichiatrici poiché riflette la frammentazione della vita quotidiana (e anche della propria interiorità) ma ne permette una riorganizzazione di senso.

Dott.ssa Federica Cusanno, Psicologa, Arteterapeuta, Vicepresidente Associazione RivelARTI

Bibliografia

Anzieu A. (1995), Io-Pelle. Raffaello Cortona, Milano.

Belgiojoso F. (2018), Silvia, il collage come celebrazione. in NE.MO, Rivista online di fototerapia, fotografia terapeutica e fotografia ad azione sociale.

Bick E. (1968), L’esperienza della pelle nelle prime relazioni oggettuali. Boringhieri, Torino, 1974.

Grignoli L. (2019), Il corpo e le sue gest-azioni. L’arteterapia psicodinamica al tempo delle neuroscienze. FrancoAngeli S.R.L., Milano

Masud R. Khan M. (1990), I sé nascosti. Bollati Boringhieri, Torino.

Moschini L.B. (2008), Arteterapia con pazienti difficili. Edizioni Erickson.

Polomba P., Rutten A. (2012), Trasformazione e Forma. Edizioni Cosmopolis.

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