intelligenza emotivaLe emozioni sono stati mentali e fisiologici complessi. Impossibile non provarle, difficile descriverle, faticoso, a volte, gestirle.

Esiste un modo funzionale per gestire le emozioni? Abbiamo provato a riassumerlo in queste poche righe:

Conosco le emozioni –> Riconosco le mie/tue emozioni (empatia) –> Conosco gli strumenti/risorse personali per affrontarle –> Scelgo lo strumento/risorsa più adeguati al contesto –> Gestisco le emozioni

Che le emozioni abbiano un ruolo significativo per tutto il corso delle nostre vite, non è una questione da dibattere. Non è scontato invece saper attivare il processo funzionale sopra descritto: conoscere quali sono le emozioni non basta, bisogna saperle infatti riconoscere in noi stessi e negli altri, bisogna altresì conoscere gli strumenti esterni e/o le risorse interne che ci permettono di affrontarle e, solo se si è in grado di scegliere lo strumento o risorsa più appropriati alla situazione/luogo in cui ci si trova, si può gestire l’emozione in modo funzionale. L’interruzione di uno dei passaggi di questo processo è, per definizione, controproducente.

Chi ci insegna a gestire le emozioni?

Le figure che naturalmente si occupano di favorire uno sviluppo sano dell’emotività sono i genitori e le figure primarie di riferimento, inclusi nonni e parenti.

Senza che se ne rendano conto, queste figure intervengono in modo decisivo in quella che viene definita: Alfabetizzazione emotiva.

L’alfabetizzazione emotiva, è un processo attraverso il quale si cerca di stimolare la mente del bambino a introiettare reazioni emotive equilibrate e funzionali, dopo un’approfondita conoscenza delle emozioni e delle loro sfumature. Questo tipo di percorso gioca un ruolo essenziale nel funzionamento del futuro uomo/donna.

Cosa succede se l’alfabetizzazione emotiva è assente, carente o disfunzionale?

Sarà compito delle istituzioni deposte alla formazione quello di intervenire per ristabilire un buon equilibrio nel processo.

Tra i vari strumenti a disposizione per fare un lavoro di Alfabetizzazione emotiva, si inseriscono le Artiterapie.

Nel libro “Artiterapie tra clinica e ricerca” (M. Cavallo, 2004) G. Sacco chiarisce che, quando parliamo di immagini, possiamo riferirci a due tipologie: quelle esterne che percepiamo tramite la vista e quelle interne che costruiamo con il nostro pensiero. E’ proprio su queste ultime che si interviene attraverso tecniche che si basano esclusivamente sul linguaggio delle immagini: le Artiterapie. Esse, con il linguaggio non verbale che le contraddistingue, si propongono come mezzo per esplorare il mondo delle emozioni in modo creativo e non convenzionale.

Le diverse attività proposte in Arteterapia sul piano grafico pittorico, musicale e del movimento corporeo, abbinate alla relazione empatica con il gruppo e con i conduttori dei laboratori, sono di stimolo per l’aumento della consapevolezza emotiva.

Nella dimensione non verbale si stimola la percezione attraverso nuovi punti di vista, esercitando così l’abilità di “Problem Identification” base imprescindibile per lo sviluppo delle capacità di “Problem solving”.

La creatività si pone alla base del processo di risoluzione dei problemi: più strumenti ho a disposizione, o meglio, più sono abile a creare attivamente (e con creatività) lo strumento adatto alla circostanza, maggiore sarà la probabilità di risolvere il problema in modo costruttivo.

Le attività di Arteterapia hanno spesso luogo all’interno del gruppo, dimensione che protegge e funge da specchio alle proprie dinamiche interne.

Il dialogo non verbale è meno controllabile e più libero da filtri intellettuali, questo concede la trasmissione di messaggi più autentici. Ogni opera o movimento, sono infatti metafora di qualcosa che esiste nella propria interiorità. Il conduttore di laboratori di Arteterapia ha il compito di cogliere questi segni, accompagnare la persona a prenderne consapevolezza e concedere spazio di cambiamento.

In sintesi le Artiterapie sono spazi in cui vige l’assenza di giudizio estetico e in cui il bambino si può sentire libero di esprimere e scoprire sé stesso e la sua emotività.

Dott.ssa Federica Cusanno, Laureata in Neuroscienze, Arteterapeuta, Vicepresidente Associazione RivelARTI

Barbara OrlandoArteterapeuta, Direttrice Didattica Scuola Artedo Padova, Presidente Associazione RivelARTI

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