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Come si definisce un comportamento come trasgressivo? Quando deve essere punito? Quando invece può essere colto come opportunità di cambiamento e crescita?

Per poter parlare di trasgressione, descriviamo prima tre elementi che ne spiegano meglio la natura.

1. Il contesto: il significato delle cose emerge sempre dal contesto in cui avviene. Non è mai possibile studiare un fenomeno senza analizzarlo come “fenomeno+contesto”.

Ed è così che nessun comportamento è di per sé trasgressivo, ma esistono contesti all’interno dei quali lo è (Frisina, 2020).

La trasgressione non è una proprietà del comportamento ma nasce dall’incontro con il contesto che lo definisce come tale.

Se ad esempio decidete di mordere qualcuno sul collo, se lo fate nello spazio intimo della vostra camera da letto sarà ben diverso dal farlo ad uno sconosciuto in tram.

2. Il limite: esiste una dialettica tra la trasgressione e il limite, i due concetti non si oppongono (Bataille 1957; 1961 e 1967). La trasgressione supera il limite ma non lo distrugge, anzi, lo fa emergere e lo rende visibile. Questo può diventare quindi un’occasione per ri-affermare il limite e renderlo più esplicito.

Il limite definisce ciò che è permesso, la trasgressione fa uscire il limite dall’ombra e ne permette l’affermazione della sua esistenza.

3. Il feedback: la trasgressione non esiste se non porta ad una reazione. Non basta oltrepassare il limite affinché si possa parlare di trasgressione, è il modo in cui il sistema agisce in risposta all’evento che attribuisce all’evento il titolo di trasgressione.

La reazione alla trasgressione diventa così il punto focale poiché permette di riaffermare o modificare la norma ed il suo valore, ma anche di ridefinire i ruoli.

Quando qualcuno intorno a te fa un gesto reputato trasgressivo, e tu sei chiamato/a a rispondere, è importante riuscire a prendersi il tempo per analizzare bene il contesto in cui è avvenuto, le qualità del limite valicato per poter pensare soprattutto a quali opzioni di feedback puoi mettere in atto.

La trasgressione è un sintomo, e come tale va trattato. Ne và capito il senso e la funzione.

La trasgressione esprime una difficoltà ma costituisce anche un’opportunità di evoluzione (Maturana & Varela, 1980).

Il comportamento trasgressivo è inoltre una domanda sul senso di una norma: se la riflessione che ne segue ci porta a non trovarne più il significato, è possibile modificare la norma o la pratica, affinché sia coerente e piene di senso (Frisina, 2020).

Dott.ssa Federica Cusanno, Psicologa, Arteterapeuta, Vicepresidente Associazione RivelARTI

 

Bibliografia:

Bataille, G. (1957) L’Erotisme, Chapitre 1, L’interdit et la trasgression, in EuvresComletes, tomo X, Gallimard 1987

Bataille, G. (1961) Les larmes d’Eros, Editions Jean-Jacques Pauvert

Bataille, G. (1967) L’histoire de l’oeil, Editions Jean-Jacques Pauvert

Frisina, M. (2020) Sul bordo del caos. Complessità, terapia sistemica e dipendenze. Mimesis

Maturana, H. e Varela, F. (1980) Autopoiesis and Cognition, Riedel; tr. it. Autopoiesi e cognizione, Marsilio 1988

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